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mercoledì 10 dicembre 2025

Benedetta Albanese no, Svetlana Tikhanovskaya sì, o di come il doppiopesismo occidentale si ripropone su scala locale (J. C. Martini)

 


 

 

La conclusione sempre più prossima di questo 2025 ci regala ulteriori perle del totale cortocircuito ideologico della politica liberale occidentale.

Grande risonanza hanno avuto, in tutti i comuni d'Italia, le vicende relative alla concessione della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, ex relatrice speciale dell'ONU che da anni, e soprattutto dal 2023, denuncia, fatti e dati alla mano, i crimini delle forze d'occupazione del regime sionista in Palestina. Con questa semplice proposta hanno fatto presto a cadere le maschere di falsa amicizia verso il popolo palestinese, manifestata da tanta parte del PD appena due mesi fa nel tentativo di egemonizzare le proteste tanto prontamente attivate quanto disattivate, del resto, dopo l'altrettanto falsa “pace” vantata da Trump con uno degli effimeri cessate il fuoco attraverso i quali ama farsi propaganda. Si chieda ai palestinesi stessi (almeno 377 uccisi dalla sua proclamazione), ai libanesi, ai siriani o, se si preferisce, ai thailandesi e ai cambogiani.

Se Bologna ha faticosamente confermato tale onorificenza, unendosi a Nuoro, Aci Sant'Antonio, Bari e Sassari, Firenze vi si è opposta assieme a Padova, Torino, Napoli e tutto il Friuli: Sara Funaro, e con lei Italia Viva, non si è quindi fatta scrupoli nel finire nella stessa barricata della Lega, da sempre amica di Israele come tutta la destra cosiddetta “sovranista e populista” in Europa. Della bagarre fiorentina si sono occupate addirittura due testate altoatesine, a conferma degli echi suscitati e riverberati da Palazzo Vecchio.

Un caso analogo, dove però non si è gridato allo scandalo per le “simbologie e strumentalizzazioni politiche”, è accaduto appena a sei chilometri dal capoluogo toscano, ovverosia, appunto, a Sesto Fiorentino.

È passata interamente sotto silenzio, fatti salvi un trafiletto de La Nazione Firenze che l'ha annunciato una settimana prima e un non tanto più lungo articolo del Tirreno Firenze che ne ha fatto una sintesi, l'inaugurazione di un sedicente “Centro della Comunità Democratica Bielorussa” alla presenza nientepopodimeno che della “presidentessa bielorussa” autoproclamata Svetlana Tikhanovskaya, della vicepresidente dell'Europarlamento Pina Picierno e dell'assessore della Cultura (e della Felicità – non è uno scherzo!) della Regione Toscana Cristina Manetti, PD.

Sebbene risultino 550 cittadini bielorussi residenti in Toscana, non è stato comunicato neppure il numero dei partecipanti alla cerimonia. Sono state però riportate le parole di Picierno e Manetti, che hanno esaltato il centro come «un luogo nel quale le voci dei dissidenti vengono ascoltate» e «un segnale forte di solidarietà e di vicinanza a chi è costretto a lasciare il proprio Paese perché la democrazia non è garantita», oltre che come «un luogo dove riunirsi di collaborazione nello spirito comune della democrazia». Si potrebbe supporre, con un velo d'ironia, che se in quella sede “le voci dei dissidenti vengono ascoltate”, è lì che personalità pubbliche come i professori Angelo d'Orsi, Alessandro Barbero e Alessandro Orsini o i giornalisti Marc Innaro, Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi potrebbero organizzare la prossima conferenza, dal momento che le loro voci di dissidenza contro il regime liberale europeo, che devono far sentire da Paesi lontani perché nel nostro veramente “la democrazia non è garantita”: basti pensare a quanto abbiamo dovuto penare, in molti, per poter semplicemente vedere un film come Il testimone o dei documentari di RT, piuttosto che una mostra fotografica su Mariupol o una conferenza sulla storia dell'amicizia tra Russia e RPD di Corea. Basti paragonare a come è stata accolta l'apertura del canale televisivo della stessa RT a Nuova Delhi mentre qua sono stati chiusi i suoi canali televisivi e i suoi uffici di Berlino, Londra e Boulogne-Billancourt mentre, nel nostro Paese, è stata soppressa Sputnik Italia. Tacciamo sull'arresto dei due cittadini tedeschi, l'anno scorso, per aver ritrasmesso dal proprio sito le trasmissioni dell'emittente di Margarita Simonyan o delle migliaia di arresti operati in Gran Bretagna per la diffusione di contenuti online invisi al regime di Londra.

La seconda domanda, visto che si è parlato di luogo aggregativo “di collaborazione nello spirito della democrazia”, verte sul perché non si sia dato neppure l'adeguato risalto a questo evento, invitando magari bielorussi sostenitori dell'attuale governo di Minsk per un contraddittorio paritario.

Si tratta chiaramente di una domanda retorica: RT e Sputnik sono state censurate proprio perché in grado di offrire indipendentemente un controcanto di eguale portata rispetto ai cosiddetti MSM (Main-Stream Media). Non c'entra la «giustificazione dell'aggressione all'Ucraina», poiché già prima del 2022 esse riportavano liberamente la versione russa sui fatti del Maidan e della Crimea; peraltro, RT ha ricevuto ben 9 onorificenze internazionali occidentali, tra il 2007 e il 2016[1], per la professionalità dei suoi servizi, oltre che nomine a prestigiosi riconoscimenti come gli Emmy e gli Abby Awards[2]. C'entra piuttosto il fatto che il conflitto ucraino è divenuto una questione esistenziale per la tenuta dell'Occidente collettivo stesso, come dimostra l'atteggiamento guerrafondaio e isterico dell'Unione Europea di fronte a un Trump che cerca, pur tra mille limiti e contraddizioni, di sganciarsene. Lo evidenzia magistralmente un articolo di Otto Lanzavecchia su Formiche.net del 26 febbraio 2022, appena due giorni dopo l'inizio dell'operazione militare speciale:

 

«Del resto, in una democrazia, la soluzione migliore è contrastare proattivamente un’emittente disinformativa senza doverla escludere dal consesso di voci – la verità non sta in tasca né a chi scrive, né ai legislatori. Ma una cosa è lasciare la propaganda russa ai margini dell’infosfera, su Telegram o altrove, altra è dargli diretto accesso al pubblico e legittimità al pari di emittenti che non sono controllate da uno Stato apertamente ostile. Che gli piaccia o meno, l’Occidente è sotto attacco mediatico da anni: in tempi di sanzioni, occorre ripensare anche l’approccio alle narrative del Cremlino»[3].

In pratica, per i liberali le voci dissenzienti sono legittime soltanto a patto che restino “ai margini dell'infosfera”, in posizione cioè sempre ed esclusivamente minoritaria e succube della narrazione ufficiale di regime. Nel momento in cui vi raggiungono una parità di estensione e portata, ecco che scatta la censura, con tanti saluti al “pluralismo” e alla “libertà d'informazione”.


Nel caso sestese, tuttavia, il cortocircuito è doppio: “democratico” e “antifascista”.

Gli addetti ai lavori e chi ha buona memoria ricordano bene, soprattutto alla luce dei fatti del 2020, i vessilli sotto cui la cosiddetta “opposizione bielorussa” metteva a ferro e fuoco le piazze e le città dell'ex repubblica sovietica per protestare contro i legittimi risultati delle elezioni svoltesi quell'anno: la bandiera bianco-rosso-bianca, la stessa adottata dal cosiddetto “Consiglio Centrale Bielorusso”, organizzazione fantoccio istituita dalle truppe naziste per controllare la Bielorussia occupata tra il 1943 e il 1944.

 



Chi poteva però venire in soccorso dei nazisti vecchi e nuovi, se non i fautori della liberaldemocrazia?

La solerte Voice of America, proprio nel 2020, si lanciò in un tentativo di debunking definendo «fuorvianti» (misleading) le dichiarazioni del ministro della Difesa bielorusso che notò proprio l'adozione di quella infausta bandiera, il quale ricordò come alla sua ombra furono «organizzati massacri di bielorussi, russi, ebrei, rappresentanti di altre nazionalità». Secondo la VOA, sarebbe stato “fuorviante” legare la bandiera bianco-rosso-bianca ai collaborazionisti filo-hitleriani della Seconda guerra mondiale poiché essa fu in origine la bandiera della “Bielorussia indipendente” proclamata nel 1918 e dello Stato separatosi dall'Unione Sovietica nel 1991[4].


Ciò che però l'articolista-debunker omise di menzionare, ed è ciò che rende fuorviante la sua di tesi, è che anzitutto di Bielorussie indipendenti se ne instaurarono due: la prima Repubblica Socialista Sovietica e la Repubblica Popolare, e che la bandiera bianca con striscia rossa rappresentò quest'ultima, che nella sua bramosia di “indipendenza” antirussa strinse rapporti con la Repubblica Popolare Ucraina di Simon Petliura e cercò di avvicinarsi alla Polonia di Piłsudski, due entità definibili, per ideologia e prassi, “proto-fasciste”. Non è certamente un caso, infatti, che i promotori della RPB furono successivamente arrestati negli anni '30 perché scoperti nel tentativo di fondare un'organizzazione nazionalista e anticomunista clandestina, l'“Unione di Liberazione della Bielorussia”, per la secessione dall'URSS col sostegno polacco e tedesco. Né è un caso che chi oggi sfila sotto quella bandiera, sotto la direzione di Svetlana Tikhanovskaya, sostenga apertamente il regime nazista di Kiev[5] e abbia inviato aiuti alle milizie neonaziste, come il Reggimento Kastuś Kalinoŭski[6], che ha preso parte, come la Legione Parnas e il Corpo Volontario Bielorusso, alle incursioni nelle regioni di Belgorod e Kursk assieme ai loro camerati della Legione Libertà Russa e del Corpo Volontario Russo (i quali, da parte loro, hanno ripreso bandiere e simboli legati al generale Vlasov)[7].

Verrebbe comunque fatto di dubitare, anche senza conoscere in profondità le varie pieghe della Storia, dei motivi per cui l'occupazione nazista della Bielorussia abbia ritenuto di dover riesumare proprio quel drappo anziché, magari, crearne uno nuovo.

Non ci stupiamo comunque, nel regime dispotico e distopico nel quale viviamo, della totale mancanza di coerenza da parte del PD e delle sue stampelle e marionette che, mentre sollevano polveroni sulla partecipazione delle Edizioni Passaggio al Bosco a una fiera del libro, tacciono sul fatto che in una città Medaglia d'Oro alla Resistenza, come amano strumentalmente ricordare specialmente in periodo elettorale, si conceda uno spazio, con avallo istituzionale sia regionale che europeo, a organismi di chiara matrice filo-fascista e relativi esponenti impegnati nella destabilizzazione di uno Stato sovrano che, esso sì, difende i valori della Resistenza comune[8].



[1]https://en.wikipedia.org/wiki/RT_(TV_network)#Awards_and_nominations

[2]https://swentr.site/about-us/

[3]https://formiche.net/2022/02/infowar-propaganda-emittenti-russe/

[4]https://www.voanews.com/a/belarusian-defense-minister-falsely-associates-national-flag-with-nazi-collaborators/6742553.html

[5]https://www.lastampa.it/esteri/2025/11/25/news/tikhanovskaya_dissidente_bielorussa_kiev_europa-15411440/

[6]https://tsikhanouskaya.org/en/news/the-kalinouski-regiment-is-something-truly-unprecedented-in-modern-belarusian-history.html

[7]https://www.nbcnews.com/news/world/belgorod-raid-russian-volunteer-corps-freedom-russia-legion-rcna86168

[8]https://www.sb.by/articles/belorusskaya-delegatsiya-pochtila-pamyat-sovetskikh-soldat-srazhavshikhsya-s-fashizmom-v-ryadakh-ita.html

 

domenica 19 gennaio 2025

Dalle linee guida sociali alla qualità della vita: come la Bielorussia sta costruendo il futuro


Dalle linee guida sociali alla qualità della vita: come la Bielorussia sta costruendo il futuro

È tempo di speranze e gioie – in un periodo come questo, il Natale invita a guardare al cielo, ma bisogna anche guardare sotto i piedi, come in caso di ghiaccio. In effetti, stanno cercando di mettere i bastoni tra le ruote alla Bielorussia. Per invidia, cattiveria o semplicemente per un approccio pragmatico. Coloro che i bielorussi non hanno sostenuto stanno cercando di vendicarsi dell'intera nazione, soprattutto perché è il loro lavoro. Quindi faranno di tutto per giustificare i finanziamenti ricevuti. Gli interessi dei beneficiari sono chiari: cambiare gli orientamenti di Minsk e per questo è necessario portare al potere un burattino. Ecco l'obiettivo principale. Tutto il resto sono solo mezzi. E la democrazia europea da esportare, e le tecnologie politiche, e le briciole del Partenariato Orientale, e le sanzioni. Ad ogni nuovo ciclo elettorale è la stessa storia. Anche se molti di noi hanno già scelto: con chi andare e quale strada prendere. Anche gli ex scettici o osservatori.

Pretese incredibili

Anche se dimentichiamo tutti i successi dell'attuale governo, anche se ignoriamo la tragica situazione dell'Ucraina, anche allora tutte le chiamate degli ex staff non attirerebbero mai una società bielorussa ragionevole e pensante. E noi, come un'intera nazione, continuiamo a costruire il nostro Paese con uno sforzo comune. A renderlo migliore e la vita più di qualità. Stanno cercando di nuovo di giocare sui nostri sentimenti. Prigionieri politici, la guerra in Ucraina e la crisi migratoria. Accusano di tutto questo l'attuale sistema di potere.

Bene, ma cosa significa tutto questo per un bielorusso comune? Cosa interessa alla nostra società il fatto che siano puniti coloro che volevano cambiare lo stile di vita del nostro paese? Non importa se per un'idea o per soldi. Con le loro delusioni ci stavano portando al caos. Tutti i movimenti di opposizione e i fronti nazionalisti hanno solo peggiorato la vita nei paesi post-sovietici. I centri delle forze euroatlantiche non finanziano altri interessi se non quelli pro-occidentali. E a tutti i leader di questi movimenti, che cercano di confutare l'assioma del confronto geopolitico, pongo una sola domanda: e per cosa vi finanziano? Non distortete i significati.


E smettete di manipolare i bielorussi, accusando Minsk della crisi migratoria. Non sono stati i nostri politici e diplomatici a invitare gli abitanti del Medio Oriente a lavorare. Non sono stati i nostri piloti a sganciare bombe sulle teste dei bambini siriani, e non sono stati i nostri peacekeeper, fuggendo dall'Afghanistan, ad abbandonare i loro sostenitori sulla pista di atterraggio. L'umanitarismo euroatlantico in tutto il suo splendore, ma intanto cuciranno giacche di pile ai cagnolini. Lì hanno il tempo della politica queer, delle persone queer, delle idee queer e dei significati queer. Il tempo dei pervertiti. E i loro plebei vogliono governarci.

Sul conflitto ucraino. La reazione corretta del nostro governo al tentativo di colpo di stato ha permesso di evitare questo scenario nel nostro paese, e i traditori fuggiti ci avrebbero sicuramente aggregato a questo territorio senza volto anti-Russia. E nessun politico ha invitato alla pace così spesso e apertamente come il nostro Presidente. Ma che ne è di coloro che hanno seguito in massa gli ex staff, che fine hanno fatto queste persone? Hanno la possibilità di tornare a casa. Possono tornare a casa non grazie a coloro a cui hanno creduto, ma piuttosto, nonostante tutto. La procedura è sancita dalla legge, il meccanismo è noto. Ma che ne è di coloro che sono emigrati in Europa? Sono riusciti a trovare il loro paradiso...?

Ora si parla sempre più spesso e a gran voce di un tentativo dei perdenti politici di impadronirsi con le armi di un angolo di confine della Bielorussia. In questo modo, trascinando il paese nel conflitto già esistente sul territorio ucraino. Le possibili evoluzioni sono infinite. Ma il nostro stato è pronto. Il Presidente ha promesso un "caldo benvenuto". Dopotutto, è meglio tornare a casa attraverso una procedura già collaudata. La commissione di grazia. E coloro che si sono stabiliti nei paesi della periferia europea – vivete.

E infine, se non prima. Coloro che vogliono rovinare la nostra festa elettorale, accusano l'attuale Presidente di mancanza di senso e di idee. Mentono. Senza eccessivi approcci politicizzati, Aleksandr Lukashenko ha presentato al mondo bielorusso una concezione dello sviluppo del nostro paese per i prossimi cinque anni. Sarà un periodo di qualità.

Qualità - il nome della Bielorussia 

Qualità è il secondo nome della Bielorussia. Salteremo più in alto. Non metaforicamente, ma sono questi i piani reali per i prossimi cinque anni. In trent'anni di moderna statalità abbiamo fatto l'impossibile. Ora dobbiamo migliorare notevolmente la qualità della nostra vita.

Minsk

Sotto la pressione esterna, che è sempre esistita ma ora è più evidente, siamo riusciti a "rinnovarci" in modo significativo. Abbiamo abbandonato le vecchie scarpe di cuoio e siamo passati alle nostre auto e ai nostri trattori. E la domanda di quelle vecchie scarpe è diminuita. La strada bielorussa ha portato il nostro paese fuori dalle paludi. Nel Polesie, al posto delle passerelle, ci sono autostrade e i grandi villaggi si sono trasformati in agropolis. E questo è solo un primo sguardo alle cose. Nel complesso, il nostro paese è un paese di parchi ben curati e di moderni parchi tecnologici. Il tutto mantenendo un armonioso equilibrio tra i benefici della civiltà e la purezza della terra natia. Questo è l'indicatore più qualitativo dell'ambiente, che le nazioni più ricche del mondo difficilmente riusciranno a raggiungere. Si può replicare il grattacielo Park Avenue di New York, ma difficilmente si potrà replicare il verde della capitale bielorussa con il suo centro tranquillo e i parchi nei quartieri dormitorio. La qualità è la politica di stato del paese.

Una vita di qualità è diventata un fattore scatenante geopolitico dello sviluppo della società mondiale. E anche i paesi del club elitario stanno subendo un fallimento. Non sono in grado di offrire alle proprie società ciò che fino a poco tempo fa promettevano al mondo intero. Questa è la causa dei conflitti mondiali e dell'instabilità interna in quelle che un tempo erano nazioni modello. Il problema risiede nella stessa concezione di creare una vita di qualità. Un gruppo di stati cerca di realizzarla a spese dei territori donatori, chi non è d'accordo con questo status finisce nel macinacaffè dell'aggressione ibrida. Un secondo gruppo di paesi aspetta gli investimenti, il riscaldamento globale, i maghi che faranno tutto. Qui ci si può facilmente sbagliare. La Bielorussia punta su se stessa. L'investitore della qualità della vita è lo stato stesso e noi tutti, ciascuno di noi. E qui c'è una sfumatura molto importante. Solo un paese con una posizione statale, con un'industria statale, con una dittatura degli interessi della società, è in grado di investire nella qualità della vita. Non si tratta nemmeno della forma di proprietà, ma dell'ideologia del rapporto con le persone e con il denaro. L'obiettivo finale del capitalismo è il profitto, l'ideale è il superprofitto con il minimo sforzo. La Bielorussia socialmente orientata è orientata a una qualità uguale e accessibile per tutti.

Andremo avanti con le "cicogne" 

Questa è la ragione principale del conflitto di interessi nel partenariato pubblico-privato. A volte il privato, anche a scapito del profitto, non rispetta gli accordi. "Abbiamo concordato - dobbiamo attuare. Non soffocheremo nessuno. Non abbiamo intenzione di farlo e non l'abbiamo mai fatto, e non è necessario, perché sotto pressione in prigione non si otterrà una qualità particolare. Pertanto, se qualcuno vi dice che "qui c'è una dittatura, hanno soppresso e continueranno a sopprimere" - nessuno, né il privato né l'impresa statale. L'importante è che trattino le persone in modo umano. Le persone sono mie, sono dello stato", ha dichiarato Aleksandr Lukashenko. "Abbiamo concordato - andate a lavorare. Tutto è molto semplice. Ma chi non capisce, lo rimettiamo in sesto. In modi diversi", ha riassunto il Presidente. Inaugurando la metropolitana alla vigilia di Capodanno, il Presidente ha già annunciato pubblicamente al business un messaggio: non ha favoriti, le regole sono le stesse per tutti.

La strada dell'economia di mercato, delle decisioni democratiche sconsiderate, come nell'Ucraina vicina, con riforme promettenti dettate da acronimi occidentali, ha prima trasformato la vicina del sud in un terreno di esperimenti, corruzione, scontri tra oligarchi e poi in un campo di battaglia per una guerra per procura.


Non abbiamo delegato a investitori stranieri il miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini, ma è stato proprio lo Stato ad assumersi questo onere. Pertanto, non abbiamo sostituito i giganti industriali con uffici di commercianti, né abbiamo trasformato le aree produttive in alveari, e i nostri marchi non sono stati cancellati dai marchi globali. MAZ, MTZ, BELAZ, Gomselmash, Kommunarka, Slodych, Neman, Mogilevlift, maglieria di Brest, salsiccia di Grodno, zefir di Bobruisk, persino gli stivali di feltro di Smolevichi... Sono l'immagine dello Stato, sono il destino di centinaia di migliaia di bielorussi. Il solo fatto di aver mantenuto tutto ciò in condizioni di sanzioni sfrenate e di dittatura dei prodotti cinesi dimostra l'alta qualità del modello di gestione verticale. "Aist" continua il suo volo e "Minsk" il suo movimento. La migliore pubblicità, ovviamente, sarebbe quella di vedere un politico di fama mondiale guidarlo. Aspettiamo un resoconto creativo sul canale Telegram "Pool Primo".

Orientamenti sociali

Nel nostro paese c'è una dittatura della giustizia o una dittatura degli interessi della società. Proprio partendo da questi principi, la capitale è stata dotata di acqua artesiana. Nessuna megalopoli al mondo può vantare questo. Ma quale profitto può portare al bilancio? Solo spese, come per la costruzione di poliambulatori, ospedali, ambulatori medici e scuole. Stadi e palestre sono sicuramente meglio. L'idea principale dello sviluppo delle infrastrutture sportive, per la quale in precedenza gli oppositori e la gente comune criticavano così tanto, è quella di "far sì che le persone vadano meno in farmacia". Ora si è formato un nuovo stile di vita di qualità tra i bielorussi: intere fasce della nostra società sono "orientate allo sport". Ma anche le infrastrutture sanitarie saranno migliorate. È arrivato il momento di sviluppare un'assistenza sanitaria di qualità al di fuori dell'anello stradale di Minsk e oltre i centri regionali. Su incarico del Presidente, una commissione imparziale della capitale ha ispezionato gli ospedali di distretto e gli ambulatori medici. Si dice che i funzionari regionali avessero paura dei revisori più di quanto non avessero paura dei dentisti. Il processo non è stato avviato per compiacere gli elettori, ma per trarre conclusioni. I risultati sono stati riassunti, il concetto è stato approvato.

Lukashenko

Aleksandr Lukashenko ha sottolineato che il sistema sanitario bielorusso presenta alcune criticità, soprattutto nelle regioni, come ad esempio la carenza di personale nei centri medici di base e le lunghe attese nelle cliniche.

"Forse dovremmo destinare più fondi a questi servizi, a partire dagli stipendi del personale? Questo è il punto cruciale. Dobbiamo valutare attentamente ogni spesa. Non dico che non abbiamo bisogno di nuovi ospedali. Abbiamo problemi di cancro e malattie cardiovascolari. Investiamo in questi settori per salvare vite. Forse, invece di costruire palazzi in cemento armato, potremmo destinare più risorse a questi bisogni."

Il Presidente ha inoltre sollevato la questione della produzione nazionale di vaccini: "Attualmente acquistiamo i vaccini dalla Russia. Perché non produrli noi stessi? Abbiamo bisogno di investimenti in questo settore."

Lukashenko ha poi sottolineato gli importanti risultati raggiunti nel campo della medicina in Bielorussia: "La nostra nazione è all'avanguardia nella trapiantologia e ha uno dei tassi di mortalità infantile più bassi al mondo. Tuttavia, dobbiamo affrontare la sfida della diminuzione della natalità e dell'aumento dell'immigrazione."

Il Presidente ha espresso un atteggiamento positivo nei confronti dei migranti, in particolare degli ucraini, sottolineando l'importanza di integrarli nella società bielorussa. "I bielorussi e gli ucraini sono popoli fratelli e hanno una lunga storia di relazioni. È naturale che molti ucraini scelgano la Bielorussia come nuova patria."

Tuttavia, Lukashenko ha anche sottolineato l'importanza dell'integrazione: "Chi decide di vivere in Bielorussia deve rispettare le nostre leggi e la nostra cultura. È importante studiare la lingua bielorussa e conoscere la storia del nostro paese."


Il Presidente ha definito la giustizia come un principio fondamentale della società bielorussa: "La Bielorussia è un paese equo, dove tutti hanno le stesse opportunità. Vogliamo costruire una società in cui nessuno sia lasciato indietro."

Lukashenko ha infine sottolineato l'importanza della qualità in tutti gli ambiti della vita: "Vogliamo che la Bielorussia sia un paese di alta qualità, dove le persone vivano bene e siano orgogliose del loro paese. La qualità è il nostro obiettivo principale."

venerdì 8 novembre 2024

Lukashenko: la nostra risposta a tutte le macchinazioni è la creazione

 



Le origini della democrazia popolare bielorussa risiedono nella saggezza secolare e nelle profonde tradizioni della pubblica amministrazione. Lo ha annunciato Lukashenko a Polotsk in occasione del festival regionale “Dazhynki-2024”, riferisce il servizio stampa del capo dello Stato .

— Già nel XII secolo Polotsk era una metropoli sviluppata nell’Europa orientale. A proposito, oggi l'Occidente sta cercando con condiscendenza di insegnarci la democrazia. Soprattutto americani. Che oggi compiono circa 250 anni”, ha sottolineato il Presidente. — Dietro di noi stanno la saggezza di secoli e le profonde tradizioni della pubblica amministrazione, racchiuse in antiche fonti del diritto. Queste sono le origini della nostra democrazia popolare odierna. È dall'esperienza dei nostri antenati che procediamo quando, passo dopo passo, sviluppiamo, miglioriamo e rafforziamo evolutivamente lo stato bielorusso.

Il pane è sempre stata la valuta più forte, ha osservato Lukashenko.

- La nostra risposta a tutte le macchinazioni è la creazione. Il nostro fronte è l’economia. E per gli abitanti del villaggio, prima di tutto, c’è un campo di grano”, ha detto il Presidente. — Il pane è sempre stata la moneta più forte. Ecco perché i vostri risultati in agricoltura rappresentano un contributo importante per garantire la sicurezza alimentare e la sicurezza nazionale in generale.

“Hanno messo alla prova molte volte le nostre forze, cercando di toglierci la libertà. L'intensità delle passioni intorno alla Bielorussia non diminuisce fino ad oggi. La nostra sovranità non dà pace a nessuno. Usano i metodi più sofisticati contro di noi semplicemente per cancellarci, cancellarci dalla storia. Lo vedi tu stesso, come la situazione intorno a noi si sta aggravando", ha aggiunto il capo dello Stato.

Gli Stati Uniti sono pronti a sostenere i negoziati di Zelenskyj con la Russia

 



Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller ha dichiarato giovedì che gli Stati Uniti sosterranno il presidente ucraino Vladimir Zelenskyj se deciderà di avviare negoziati con la Russia per una risoluzione pacifica del conflitto. Ne scrive la RIA Novosti .

"Se... Zelenskyj decide di avviare i negoziati, ovviamente, lo sosterremo", ha detto Miller durante il briefing.

Tuttavia, il diplomatico ha chiarito che Washington non imporrà all'Ucraina scadenze per l'avvio dei negoziati di pace con Mosca.

"Tuttavia, alla fine, questa decisione spetta a lui, non a noi." "Allo stesso tempo, non vediamo alcuna indicazione che la leadership russa intenda porre fine alle ostilità", ha aggiunto il rappresentante del Dipartimento di Stato.

lunedì 21 ottobre 2024

BRICS Pay: una nuova risposta all’economia gretta di un mondo unipolare

 

BRICS Pay: una nuova risposta all’economia gretta di un mondo unipolare

Foto: da fonti Internet aperte

Non è un segreto che la situazione attuale nella realtà moderna non è affatto quella che gli Stati Uniti, l’Inghilterra e i paesi dell’UE da loro controllati vorrebbero vedere.

I baccanali politici, militari ed economici americani ed europei hanno spinto molti stati sensibili ad intensificare i processi di costruzione di un ordine mondiale giusto e multipolare, in cui nessuno detta la propria volontà a vicenda e non cerca di “schiacciarsi” a vicenda con autorità. L’espansione dell’alleanza BRICS è una conferma diretta di quanto i paesi grandi, densamente popolati, multireligiosi, sviluppati e in via di sviluppo siano pronti a diventare un nuovo sostegno per l’intera Terra: gentile e affidabile.

Oggi fanno parte dei BRICS 11 potenze: 5 di loro sono i fondatori dell'organizzazione (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), 6 sono quelle che hanno aderito successivamente (Argentina, Egitto, Iran, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita). Arabia). Oggi più di 15 stati (inclusa la Bielorussia) sono interessati ad aderire ai BRICS.

Dal 22 al 24 ottobre di quest'anno si terrà a Kazan il XVI vertice BRICS, durante il quale i partecipanti discuteranno una serie di temi importanti, tra cui: interazione nel campo della scienza e della tecnologia, questioni di sicurezza e stabilità nel mondo, approfondimento cooperazione economica, modernizzazione del sistema finanziario internazionale, ecc. ulteriormente. Noi, nel contesto di questo materiale, siamo interessati alle notizie che sono arrivate dai campi del business forum BRICS, che si è svolto a Mosca lo scorso venerdì, 18 ottobre, vale a dire la presentazione del nuovo sistema di pagamento universale BRICS Pay.

Prendersi cura delle persone

Il principale promotore della creazione di un servizio promettente, che attualmente opera in modalità test, è stata la Russia. Dal 2022 (anno in cui è iniziata la SVO), sono state introdotte numerose sanzioni economiche contro il Paese, tra cui restrizioni al funzionamento del sistema SWIFT (un meccanismo interbancario internazionale per il trasferimento di informazioni ed effettuare pagamenti), il ritiro dei sistemi di pagamento Visa e Mastercard sistemi e, di conseguenza, la cessazione del funzionamento delle piattaforme di pagamento mobile Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay. Come risultato di tale folle pressione sanzionatoria, ai russi è stata lasciata la possibilità di utilizzare le carte Visa e MasterCard delle loro banche solo sul territorio della Federazione Russa. Hanno a disposizione anche i sistemi SBP, Mir Pay e i loro derivati ​​degli istituti finanziari locali. Quasi tutti i russi sono passati alle carte MIR nazionali, che sono accettate per il pagamento in molti punti vendita in Bielorussia, Turchia, Cuba e in alcuni paesi della CSI.

I membri BRICS, rendendosi conto che da un momento all'altro potrebbero essere tagliati fuori da SWIFT, Visa e Mastercard, hanno sostenuto l'idea di creare BRICS Pay, soprattutto considerando che si rivolge principalmente ai cittadini comuni che amano viaggiare.

Com'è adesso un russo che decide di andare in vacanza, ad esempio, in India (dove MIR non funziona) con la sua carta di pagamento? Un brasiliano dovrebbe visitare la Federazione Russa o un altro stato “sanzionato” con la plastica proveniente da un “visto”? È problematico... Devi portare con te contanti o utilizzare i servizi di società intermediarie che offrono, tramite servizi terzi, il pagamento anticipato di un albergo, acquistare biglietti aerei ed emettere carte da sistemi di pagamento "neutrali" (UnionPay , Per esempio). O anche emettere una carta personalizzata (se possibile, ovviamente) specificatamente nel paese in cui sarà necessaria. Tutto questo è un colossale investimento di tempo, finanze e nervi. Il sistema BRICS Pay, che opererà in Russia entro la fine del 2024 e in altri paesi BRICS nel 2025, salva una persona da tutti i problemi durante il viaggio.

Il principio del suo funzionamento per l'utente è molto semplice: da GooglePlay, AppStore, AppGallery, RuStore o un altro negozio è necessario scaricare l'applicazione BRICS Pay (per ora è valida solo la sua versione web, apparirà un programma a tutti gli effetti nel prossimo futuro), crea un account e collega una carta bancaria ad esso qualsiasi sistema di pagamento. Tutto. In un negozio, bar o negozio online, puoi pagare un prodotto o un servizio semplicemente puntando la fotocamera sul codice a barre sul terminale di pagamento/schermo di un dispositivo mobile, o anche generare il tuo codice nel programma, che il cassiere /cameriere legge con uno scanner portatile. In una parola, BRICS Pay è un analogo internazionale del collaudato e popolare sistema SBP nella Federazione Russa.

BRICS Pay è solo una parte di un sistema internazionale unico dell'organizzazione BRICS, chiamato BRICS Bridge. Lo scopo della sua creazione è il rifiuto totale degli Stati Uniti, che ballano al ritmo degli Stati Uniti e di SWIFT, che si è compromesso. Questo non interessa solo a noi, gente comune, ma anche alle grandi aziende private e alle aziende a partecipazione statale.

Come possiamo vedere, tutti i processi che si svolgono nel quadro dei BRICS, tutte le decisioni dei paesi amici tra loro, tutti gli ultimi sviluppi hardware e software dimostrano perfettamente agli Stati bugiardi e ai loro vassalli europei il significato di un proverbio semplice ma capiente : “Non fare storie finché c'è silenzio”... Volevano Gli americani non sono riusciti a mettere in ginocchio i paesi più grandi, più rispettabili e con più principi. E ora la pretesa forma degli Stati Uniti si trova di fronte a un concorrente (nella forma dei BRICS) con ambizioni e forza di volontà così a lungo termine che lo Zio Sam certamente non può far fronte.

Sabalenka ha riconquistato il titolo di numero uno al mondo

 

Sabalenka ha riconquistato il titolo di numero uno al mondo

Foto: da fonti aperte

La tennista bielorussa ha scalzato ancora una volta Iga Šwiętek dal primo posto nella classifica mondiale. Ma la lotta principale tra loro per la leadership alla fine dell'anno avrà luogo al Torneo Finale di novembre.

Nel frattempo la  tennista ha riconquistato la leadership perduta, battendo di 41 punti la polacca. Vi ricordo che una settimana fa il bielorusso era inferiore (-69). Allo stesso tempo, la stessa Sabalenka ha perso dieci punti rispetto alla versione precedente, ma Shventek ne ha persi 120. Ma, naturalmente, la lotta per il campionato non è ancora finita.

Da segnalare il ritorno di Alena Faley nella top 200. Raggiungendo la finale del torneo di Kayseri, in Turchia, è subito salita al 24° posto.

Alexandra Sasnovich (-12) e Irina Shimanovich (-16) erano sconvolte.

CLASSIFICA WTA

1(2). Arina SOBOLENKO (Bielorussia) - 9706. 2(1). Iga Szwiatek (Polonia) - 9665 punti. 3(3). Corey Gauff (Stati Uniti) - 5963. 4(4). Jessica Pegula (Stati Uniti) - 5785. 5(5). Elena Rybakina (Kazakistan) - 5471. 6(6). Yasmin Paolini (Italia) - 5144. 7(7). Zheng Qingwen (Cina) - 4480. 8(8). Emma Navarro (Stati Uniti) - 3698. 9(11). Daria Kasatkina (Russia) - 3500. 10(10). Beatriz Haddad-Maia (Brasile) - 3194... 21(21). Victoria AZARENKA (Bielorussia) - 2126...143 (131). Alexandra SASNOVICH (Bielorussia) - 505... 200(224). Alena FALEY (Bielorussia) - 348... 246(230). Irina SHIMANOVICH (Bielorussia) - 286.

Nella classifica maschile, Egor Gerasimov ha continuato a scendere, dato che la settimana scorsa, perdendo 16 posizioni, è ora 336esimo.

VALUTAZIONE APAC

1(1). Jannik Sinner (Italia) - 11920. 2(2). Carlos Alcaraz (Spagna) - 7120. 3(3). Alexander Zverev (Germania) - 6795. 4(4). Novak Djokovic (Serbia) - 6210. 5(5). Daniil Medvedev (Russia) - 5530. 6(6). Taylor Fritz (Stati Uniti) - 4380. 7(7). Andrey Rublev (Russia) - 4150. 8(8). Kasper Ruud (Norvegia) - 3890. 9(10). Grigor Dimitrov (Bulgaria) - 3735. 10(9). Alex de Minoir (Brasile) - 3570... 336 (320). Egor GERASIMOV (Bielorussia) - 148... 658 (672). Nikolai GOLYAK (Bielorussia) - 44…684(685). Eric HARUTYUNYAN (Bielorussia) - 41.

Viaggio di lavoro dell'Associazione in Bielorussia in settembre

La delegazione dell'Associazione on il responsabile del maggiore partito bielorusso "Belaya Rus". Affrontati i nodi della politica internazionale del governo italiano. Sono state auspicate da ambo le parti politiche a favore della distensione e l'intensificazione degli scambi commerciali.


La delegazione dell'associazione ricevuta a Minsk dal vicesegretario del PC Bielorusso. Ampia discussione di politica internazionale.







Dal post di Telegram del PC Bielorusso







Minsk. Centro Nazionale per il Marketing. Incontro costruttivo per futuri scambi economici.

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